Guida in stato di ebbrezza estinta con lavori di pubblica utilità: niente iscrizione nel casellario giudiziale

Guida in stato di ebbrezza estinta con lavori di pubblica utilità: niente iscrizione nel casellario giudiziale

Con sentenza del 2 novembre 2020 n. 30433, la Corte di Cassazione ha, in ossequio alla declaratoria di incostituzionalità intervenuta con sentenza n. 179 del 2020 della Corte Costituzionale, annullato con rinvio il provvedimento che aveva rifiutato la cancellazione dai certificati – generale e penale – dell'annotazione relativa alla sentenza pronunciata dal Tribunale per il reato di cui all'art. 186 del Codice della strada (“Guida sotto l'influenza dell'alcool“), dichiarato estinto all'esito dello svolgimento positivo dei lavori di pubblicà utilità ex art. 186, comma 9-bis, dello stesso codice.

In particolare, la Corte Costituzionale, con sentenza n. 179 del 2020 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale degli artt. 24 (“Certificato del casellario giudiziale richiesto dall'interessato“) e 25 (“Certificato penale del casellario giudiziale richiesto dall'interessato“) del D.P.R. 313/2014 (“Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di casellario giudiziale, di casellario giudiziale europeo, di anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei relativi carichi pendenti“), nella parte in cui non prevedono che nel certificato – generale e penale – del casellario giudiziale richiesto dall'interessato non siano riportate le iscrizioni della sentenza di condanna per uno dei reati di cui all'art. 186 del Codice della strada, dichiarato estinto in seguito al positivo svolgimento del lavoro di pubblica utilità, nonché dell'ordinanza che dichiara l'estinzione del reato medesimo ai sensi dell'art. 186, comma 9-bis, cod. strada.