Parcheggia debordando dalle linee che delimitano il posto auto condominiale: è violenza privata


Parcheggia debordando dalle linee che delimitano il posto auto condominiale: è violenza privata

Con la sentenza n. 32534/2020, la Corte di Cassazione si sofferma su una questione in tema di reati contro la libertà morale, afferente alla configurabilità del reato di violenza privata nell’ipotesi di ”invasione” del posto auto di un condomino da parte di altro condomino che parcheggi fuori dai limiti del proprio posto auto. La Suprema Corte, sul punto, ha disatteso la tesi difensiva, secondo cui sarebbe mancato il dolo, in quanto si trattava di una modalità di parcheggio che non differiva da quella attuata dagli altri utenti del garage.

In particolare, la Corte di Cassazione ha rilevato che il Tribunale e la Corte di appello avevano correttamente ritenuto provato il dolo considerando che il vicino si era lamentato più volte con l’imputato e con l'amministratore del condominio, anche avvalendosi di un legale, per le modalità con le quali il reo era solito parcheggiare i veicoli nel posto auto. Pertanto, l’imputato non poteva ignorare che tali modalità impedivano al vicino l'accesso al suo posto. Ne conseguiva l'assoluta irrilevanza delle modalità con le quali gli altri utilizzatori del garage condominiale parcheggiavano i loro veicoli nei loro rispettivi posti.

Infine, si precisa che per integrare il delitto ex art. 610 c.p. è necessario che la condotta illecita sia posta in essere con violenza o minaccia. La giurisprudenza, sul punto,  identifica il requisito della violenza con qualsiasi mezzo idoneo a privare coattivamente della libertà di determinazione e di azione l'offeso, il quale sia costretto a fare, tollerare o omettere qualcosa contro la propria volontà (Cass. pen. Sez. V, n. 40983/2005), come in questo caso.