Codice della strada: nessuna violazione per bici a pedalata assistita con “start assist”

Codice della strada: nessuna violazione per bici a pedalata assistita con “start assist”

Il Tribunale di Palermo, quale giudice d’appello avverso una sentenza del Giudice di Pace con la quale era stata rigettata l’opposizione a sanzione amministrativa, ha annullato il verbale contestazione per presunte violazione del Codice della strada, stabilendo che le bicilette con il dispositivo “start assist” non sono qualificabili come ciclomotori e, quindi, non sono soggette alle relative norme del suddetto Codice.

Nel caso concreto, il Tribunale, su richiesta dell’appellante, ha disposto l’ammissione di una consulenza tecnica che verificasse le caratteristiche del mezzo, al fine di valutare se il veicolo potesse rientrare o meno nella categoria dei ciclomotori sulla base di quanto previsto dalla direttiva europea 2002/24/CE – relativa all’omologazione dei veicoli a motore a due o tre ruote, recepita in Italia con il D.M. 31.01.2003 – ove all’art. 1 (“Ambito di applicazione e definizioni”), punto h), definisce le biciclette a pedalata assistita come biciclette “dotate di un motore ausiliario elettrico avente potenza nominale continua massima di 0,25 kW la cui alimentazione è progressivamente ridotta e infine interrotta quando il veicolo raggiunge i 25 km/h o prima se il ciclista smette di pedalare“.

Ne deriva, pertanto, che i veicoli che soddisfano tutti questi requisiti non sono soggetti ad immatricolazione e, quindi, devono essere considerati come biciclette tradizionali.